Distalizzatori con ancoraggi scheletrici

Le II classi comprendono un vasto numero di malocclusioni che differiscono fra loro per morfologia scheletrica, dentale e dei tessuti molli. Il trattamento è vario e dipende essenzialmente dai principi di biomeccanica e dai limiti biologici imposti dal caso.Tra le varie soluzioni terapeutiche, la distalizzazione molare, ove è possibile, è spesso il primo stadio della terapia delle II classi con approccio non estrattivo. La storia dei distalizzatori risale a molti anni fa con vari autori che svilupparono metodiche di diverso tipo sia extra  che intra-orale. Negli ultimi anni sono stati elaborati e prodotti nuovi dispositivi, creati nel tentativo non solo di ottenere una meccanica di movimento in senso distale più efficiente, ma anche di eliminare o ridurre al minimo la necessità di cooperazione del paziente. La diffusione della pratica della distalizzazione ha portato all’evoluzione e alla progettazione di una grande varietà di dispositivi deputati a questa funzione.

 

  


Si possono distinguere le apparecchiature distalizzanti in base alla loro comparsa storica, alla biomeccanica d’azione, alla loro caratteristica di essere fissi o mobili, al tipo di forze impiegate e alla capacità o meno di non dipendere dalla attiva collaborazione del paziente. Per riuscire ad ottenere la distalizzazione dei molari superiori senza avere perdita di ancoraggio hanno associato l’impiego di  Miniscrew a dispositivi intraorali distalizzanti  , i dati della letteratura (13) su come il palato sia una sede di elezione per l’inserimento delle miniviti, in particolare gli spessori maggiori si registrano anteriormente (4-8 mm dal forame) sia a livello della sutura che a livello paramediano.

 

Fra le diverse metodiche viene utilizzato  il Distal screw in quanto permette il movimento corporeo dell’elemento da distalizzare e può essere, in un secondo tempo, utilizzato come sistema d’ancoraggio per completare la retrazione di premolari e canini. Ogni apparecchiatura che distalizza i molari produce anche una perdita di ancoraggio che si manifesta con mesializzazione dei premolari ed aumento dell’overjet. L’utilizzo di microviti, o meglio di mezzi d’ancoraggio temporaneo (TAD) in combinazione con apparecchiature distalizzanti potrebbe essere un sistema per ovviare alla perdita d’ancoraggio.

 


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